Quo magis necessarium credidi, ex duabus ancillis, quae ministrae dicebantur, quid esset veri et per tormenta quaerere. Sed nihil aliud inveni quam superstitionem pravam, immodicam. Ideo, dilata cognitione, ad consulendum te decurri. Visa est enim mihi res digna consultatione, maxime propter periclitantium numerum. Multi enim omnis aetatis, omnis ordinis, utriusque sexus etiam vocantur in periculum et vocabuntur. Neque enim civitates tantum, sed vicos etiam atque agros superstitionis istius contagio pervagata est: quae videtur sisti et corrigi posse. Certe satis constat prope iam desolata templa coepisse celebrari sacra sollemnia diu intermissa repeti passimque venire carnem victimarum, cuius adhuc rarissimus emptor inveniebatur. Ex quo facile est opinari quae turba hominum emendari possit, si fiat paenitentiae locus. Vale.

Ho creduto che fosse quanto più necessario, chiedere anche attraverso torture alle due ancelle, quelle che si diceva fossero ministre, cosa ci fosse di vero. Ma non ho scoperto nient'altro che una superstizione contorta, senza limiti. Perciò, rimandata la causa, mi sono precipitato a consultarti. Mi sembra infatti che la cosa sia degna di consultazione, soprattutto per il numero di quelli che sono in pericolo. Molti infatti di ogni età, di ogni ordine, anche di entrambi i sessi sono esposti e saranno esposti al pericolo. E infatti il contagio di tale superstizione ha invaso non soltanto le città, ma anche i quartieri e i campi: (mi) sembra che questa possa essere fermata e corretta. È sicuramente abbastanza evidente che già nei pressi dei templi desolati (degli dèi pagani) iniziano a celebrarsi i riti solenni a lungo interrotti che si ripetono e che si vende la carne delle vittime da tutte le parti, di cui fino ad ora si trovava un rarissimo acquirente. Da ciò è facile opinare quale folla di uomini possa essere corretta, nel caso in cui accada (si verifichi) un'occasione di pentimento.
(By Maria D. )

Versione tratta da Plinio il Giovane