Illud non paenitebit curasse, cum scribere nomina puer (quemadmodum moris est) coeperit, ne hanc operam in vocabulis vulgaribus et forte occurrentibus perdat. Protinusenim potest interpretationem linguae secretioris, quas graecis Glossas vocant dum aliud agitur ediscere et inter prima elementa consequi rem postea proprius tempus desideraturam. Et quoniam circa res adhuc tenues moramur, ii quoque versus, qui ad imitatinem scribendi proponentur, non otiosas velim sententias habeant sed honestum aliquid monentes. Prosequitur haec memoria in senectutem et impressa animo rudi usque ad mores proficiet. Etiam dicta clarorum virorum et electos ex poetis maxime (namque eorum cognitio parvis gratior est) locos ediscere inter lusum licet. Nam et maxime necessaria est oratori (sicut suo loco dicam) memoria, et ea praecipue firmatur atque alitur exercitatione, et in his, de quibus nunc loquimur, aetatibus, quae nihildum ipsae generare ex se queunt, prope sola est, quae iuvari cura docentium possit. (DA QUINTILIANO)
Non si pentirà di aver cura di ciò, quando il fanciullo incomincerà a scrivere i nomi "com'è di consuetudine", a non perdere la mano nei vocaboli comuni e che occorrono all'occorrenza. continuando infatti sarà possibile l’interpretazione di una lingua più specifica (può tradurre una lingua più specifica), quelle che i greci definiscono glossari mentre ci si impegna ad imparare altro a memoria e tra i primi elementi ad ottenere che il risultato esigerà poi una prossima opportunità. E dato che mi sono dilungato in merito alle questioni ancora leggere, di contro anche coloro, che saranno presentati per l'imitazione dello scrivere, vorrei che avessero giudizi non indifferenti ma che suggeriscano qualcosa di onesto. questo ricordo continua fino alla vecchiaia ed impressa nell'animo grezzo procederà fino al modo d'essere. si possono anche imparare a memoria durante il gioco i detti degli uomini famosi e soprattutto i passi scelti dei poeti "ed infatti la loro conoscenza è molto gradita ai piccoli". ed infatti "come esporrò nel passo apposito" la memoria è veramente necessaria all'oratore, ed essa si rafforza e si alimenta (cresce) specialmente con la pratica, ed è l'unica propriamente in queste fasi, di cui ora parlo, le stesse che non possono ancora generare nulla da loro stesse, la quale potrebbe essere in grado di essere di giovamento con cura agli insegnanti.(By Maria D.)