Flaminius cum pridie solis occasu ad lacum pervenisset, inexplorato, postero die, angustis superatis, postquam in patentiorem campum se pandere agmen coepit, id tantum hostium conspexit quod ex adverso erat; ab tergo ac super caput haud detectae sunt insidiae. Poenus (cioè Annibale) ubi clausum lacu ac montibus et circumfusum suis copiis habuit hostem, signum omnibus dat simul invadendi («di attaccare»). Cum de montibus agmina hostium decucurrissent, eo magis Romanis subita atque improvisa res fuit, quod («tanto più... per il fatto che») orta ex lacu nebula campo quam montibus densior sederat. Romani, clamore repentino orto, se circumventos esse senserunt: in frontem lateraque pugnare temptaverunt sed mox retrocesserunt.
Flaminio essendo giunto il giorno prima al tramontar del sole presso il lago, dato che non era stato esplorato, l'indomani, superata la strettoia, dopo che iniziò a spiegare la schiera in campo più aperto, osservò dei nemici soltanto ciò che era di fronte; da dietro e sul capo non fu scoperta l'insidia. Annibale appena che tenne il nemico chiuso dal lago e dai monti e accerchiato dalle sue truppe, dà a tutti il segnale di attaccare insieme. Le schiere dei nemici essendo precipitate dai monti, la cosa fu per i Romani tanto più istantanea e improvvisa, per il fatto che sorta una nebbia dal lago si era posata più densa sul campo che sui monti. I Romani, sorto un improvviso clamore, si accorsero di essere accerchiati: tentarono di combattere di fronte e sui lati ma retrocedettero subito.
(By Maria D. )
Versione tratta da Livio