Ita proelium restitutum est, atque omnes hostes terga verterunt tam celeriter ut nemo prius destiterit fugere quam ad flumen Rhenum pervenit. Ibi alii tranare contenderunt, alii lintribus inventis sibi salutem reppererunt. In his fuit Ariovistus, qui naviculum deligatam ad ripam nactus ea profugit; reliquos omnes consecuti equites nostri interfecerunt. Duae fuerunt Ariovisti uxores, una Sueba natione, quam domo secum eduxerat, altera Norica, regis Voccionis soror, quam in Galliam duxerat a fratre missam: utraque in ea fuga periit; erant etiam duae filiae: harum altera occisa, altera capta est. Hoc proelio trans Rhenum nuntiato, Suebi, qui ad ripas Rheni venerant, domum reverti coeperunt; cum Ubii, qui proximi flumini Rheno incolunt, eos perterritos senserunt, insecuti sunt et ex iis plerosque occiderunt.
Così la battaglia fu reimpostata e tutti i nemici si dettero alla fuga con tale accanimento che nessuno di loro smise di fuggire prima di aver raggiunto il fiume Reno. Qui, alcuni cercarono di attraversare (il fiume) a nuoto, altri trovate delle imbarcazioni, si guadagnarono la salvezza. Fra questi ci fu Ariovisto, il quale, trovata per caso una piccola barca legata alla riva, fuggì con quella; i nostri cavalieri, dopo averli raggiunti, massacrarono tutti gli altri. Due furono le mogli di Ariovisto, una di nazionalità Sveva che aveva condotto con sè dalla patria, l'altra Norica, sorella del re Voccione, che inviatagli dal fratello aveva portato in Gallia: entrambe morirono in quella fuga; vi erano anche due figlie: una fu uccisa, l'altra fatta prigioniera. Riportata la notizia di questa battaglia al di là del Reno, gli Svevi, che erano giunti vicino alle rive del Reno, cominciarono a ritornare in patria; quando gli Ubii, che abitano vicinissimi al fiume Reno, si resero conto che quelli erano spaventati, li inseguirono e ammazzarono la maggior parte di loro.