Observemus formam Romanae domus. Ianua in angusto aditu sita est. In hoc aditu vides vestibulum ante ianuam, post hanc fauces, quae aditum dant in atrium. In huius lateribus videmus cubicula et iuxta haec duo spatia, quae alae dicebantur : in his fortasse Romani imagines maiorum ponebant. In atrii tecto foramen erat, quod Romani compluvium vocabant. Cum pluebat, aqua per compluvium in impluvium cadebat et ex hoc per foramen in cisternam confluebat. Adversus fauces vides tablinum. Huic adiacebat amoenus hortus multis columnis circumdatus et hac re peristylium dictus. Circum peristylium porticus et ampla conclavia vides. Varius erat usus horum conclavium. Iuxta ianuam videmus tabernas: hac aedium dominus propolis locabat. Haec, quam descripsimus, non erat domus plebeiorum. Hi in insulis habitabant. Erant hae insulae lata et excelsa aedificia, quae multas privatas aedes continebant
Osserviamo la forma della casa romana. La porta si trova in uno stretto passaggio. In questo passaggio vedi il vestibolo prima della porta, dopo questa i passaggi, che dabbi passaggio all'atrio. Ai latino di questo osserviamo le camere da letto e accanto a queste due spazi, i quali vengono chiamati ali: forse in queste i Romani sistemavano le statue degli antenati. Nel tetto dell’atrio vi era un'apertura, che i Romani chiamavano compluvio. Quando pioveva l’acqua cadeva attraverso il compluvio nell'impluvio e da questo, attraverso un foro, confluiva in una cisterna. Vedi di fronte ai passaggi, il tablino. A questo stava accanto un bel giardino circondato da molte colonne e per questa ragione chiamato peristilio. Intorno al peristilio vedi un porticato e delle grandi sale. Vario era l’utilizzo di queste sale. Di fianco la porta vediamo botteghe: il padrone di casa le affittava ai bottegai Questa, che abbiamo descritto, non era la casa dei plebei. Questi abitavano nelle "isole". Queste "isole" erano edifici ampi ed elevati, che contenevano molte case private.