Cassius, ex sua fortuna eventum collegae aestimans, dimiserat evocatum quia certior fieri volebat de pugnae exitu. Tardante eo, quia in vicino erat agmen cursu ad eum tendentium neque pulvere facies aut signa denotari poterant, existimans hostes qui irruebant, lacerna caput circumdedit extentamque cervicem interritus liberto praebuit. Deciděrat Cassii caput, cum evocatus advěnit nuntians Brutum esse victorem. Qui cum imperatorem prostratum vidit: "Sequar", inquit, "eum quem mea occidit tarditas", et ita in gladium incubuit. Post paucos deinde dies Brutus conflixit cum hostibus et, victus acie, impetravit a Stratone Aegeate, familiari suo, ut manum sibi morituro commodaret; reiectoque laevo brachio super caput, mucronem gladii eius dexterā tenens, admovit sinistrae mamillae ad eum ipsum locum, qua cor emicat, et uno ictu transfixu expiravit protinus.
Cassio valutando l'esito del collega in base alla sua fortuna, aveva sguinzagliato un veterano perché voleva essere informato in merito al risultato dello scontro. Questo ritardando, dato che l'esercito in marcia si trovava in vicinanza di coloro che tendevano con slancio verso di lui e a causa della polvere non si potevano riconoscere l'aspetto o le insegne, pensando i nemici che irrompevano, circondò il capo con il mantello e imperterrito offrì al liberto il collo teso. Il capo di Cassio era caduto, quando giunse il veterano annunciando che Bruto era il vincitore. questi quando vide il comandante prostrato disse: "Seguirò colui che il mio indugio annienta". E così si distese sulla spada. poi dopo pochi giorni Bruto combatté con i nemici e, sconfitto in battaglia, ottenne da Stratone Egeate, suo familiare, di accomodare la mano a lui che era sul punto di morire; e gettato indietro il braccio sinistro sopra il capo, tenendo con la destra la punta della spada di lui, mosse verso quella stessa posizione della mammella sinistra, dove il cuore divampa, e con un colpo solo sulla ferita spirò direttamente.
(By Maria D. )
Versione tratta da Velleio Patercolo