Numquam humiliorum preces potentibus spernendae sunt. Circa leonem dormientem musculi petulantes cursibant. Cum unus eorum dormientis caput casu offendisset, leo e somno excitatus, eum comprehedit. Iam devoraturus bestiolam, commotus est verbis eius, miserabiliter orantis ne interficeretur. Eum incolumem dimisit leo subridens. Paulo post, cum per silvam non satis caute erraret ad praedam vestigandam, in venatorum cum canibus supervenientium laqueos incidit leo. Frusta temptans se liberare, furibundus rugiebat. Tum musculus, qui rugientis vocem audiverat, celeriter accurrit et, cum eum irretitum vidisset, cui ipse vitam libertatemque debabat, grato animo laqueos, acribus dentibus arreptos, corrosit et eum a canibus accurrentibus liberavit. Ita fera, cum iam moritura esset, praeclarum habuit misericordiae suae praemium.

Le preghiere degli umili non devono mai essere disprezzate dai potenti. Dei petulanti topolini scorrazzavano intorno al leone addormentato. Dopo che uno di loro aveva urtato per caso la testa di questo che dormiva (del dormiente), il leone, destato dal sonno, lo prese. Già era sul punto di divorare la bestiolina (che) fu commosso dalle sue parole, che lo pregavano miserevolmente di non ucciderlo. Il leone, ridendo, lo lmandò via incolume. Dopo poco tempo mentre errava non sufficientemente cauto per la foresta andando alla ricerca di una preda, il leone incappò le reti dei cacciatori che arrivavano con i cani. (Il leone) cercando invano di liberarsi, ruggiva furibondo. Allora il topolino, che aveva udito la voce di uno che ruggiva, accorse velocemente e, quando lvide intrappolato colui che gli aveva donato la vita, con animo grato rosicchiò prendendole con i denti aguzzi l e lo liberò dai cani che arrivavano. Così la fiera che stava per morire, ebbe un efficace premio della sua compassione