Idas et Lynceus Apharei filii ex Messenis habuerunt sponsas Phoeben et Hilairam Leucippi filias; hae autem formosissimae virgines cum essent et esset Phoebe sacerdos Minervae, Hilaira Dianae, Castor et Pollux, amore incensi, eas rapuerunt. Illi ammissis sponsis arma tulerunt. Castor Lynceum in proelio interfecit; Idas, ammisso fratre, omisit bellum sposamque et coepit fratrem sepelire. Cum ossa eius collocaret in pila, intervenit Castor et prohibuit monumentum aedificari: dicebat enim se eum quasi feminam superasse. Idas indignans gladio Castori inguina traiecit. Alii dicunt eum super Castorem impulisse pilam quam aedificabat et sic interfecisse. Quod cum annuntiassent Polluci, accurrit et Idam uno proelio superavit corpusque fratris recuperatum sepulturae dedit. Cum autem ipse stellam ab Iove accepisset et fratri non esset data -dicebat enim Iuppiter Castorem et sororem Clytaemnestram semine Tyndarei natos, ipsum autem et Helenam suos esse filios tunc deprecatus est Pollux, ut liceret ei munus suum cum fratre communicare.

I figli di Atreo Ida e Linceo ebbero dai Messeni come mogli Foebe e Ilaria figlia di Leucippo; queste poiché erano fanciulle bellissime e poiché erano Foebe sacerdotessa di Minerva, Ilaria (invece sacerdotessa)di Diana, Castore e Polluce, arsii d'amore, le rapirono. Quelli perse le spose portarono le armi. Castore uccise Linceo nello scontro, Ida perso il fratello, perse la guerra e la sposa e cominciòò a seppellire il fratello. Collocando le sue ossa nella pila (funebre ma letteralmente vuol dire mortaio), intervenne Castore e vietò che il monumento fosse edificato: diceva infatti che quello quasi aveva superato una donna. Ida indignandosi, trafisse con la spada l'inguine di Castore. Alcuni dicono che quello abbia gettato sopra Castore la pila che costruiva e che così lo abbia ucciso. Essendo stato annunciato questo a Polluce, accorse e superò Ida in un solo scontro e diede alla sepoltura il corpo recuperato del fratello. Lui stesso avendo ricevuto una stella da Giove e non essendo stata data al fratello - diceva infatti Giove che Castore e la sorella Clitemnestra erano nate dal seme di Tindaro, lui stesso invece e Elena che erano suoi figli - allora suplicarono Polluce, affinché gli fosse permesso come suo dono di comunicare con il fratello