Es. 304 pag 273 - Nuovo La versione latina nel biennio - da Passio Perpetuae et Felicitatis
Titolo: Preghiera di un padre alla figlia

Miserere, filia, canis meis; miserere patri, si dignus sum a te pater vocari, si his te manibus ad hunc florem aetatis provexi, si te praeposui omnibus fratribus tuis: ne me dederis in dedecus hominum. Aspice fratres tuos, aspice matrem tuam et materteram, aspice filium tuum, qui post te vivere non poterit. Depone animos: ne universos nos extermines: nemo enim nostrum libere loquetur, si tu aliquid fueris passa.

Abbi pietà, o figlia, dei miei capelli bianchi, abbi pietà di (tuo) padre, se sono degno di essere chiamato padre da te, se ti ho portato a questa età più bella con queste (mie) mani, se ti ho anteposta a tutti i tuoi fratelli, non mi abbandonare al disonore degli uomini (non mi condannare al pubblico disonore). Guarda i tuoi fratelli, guarda tua madre e tua zia, guarda tuo figlio, che non potrà vivere dopo di te (dopo la tua morte). Deponi l'orgoglio: non scacciare tutti quanti noi: potrà infatti nessuno di noi parlare con franchezza, se tu avrai ammesso qualcosa.