Prometheus, Iapeti filius, primus homines luteos fingit. Postea Vulcanus, Iovis mandato, mulierem facit, in quam Minerva animam infundit, Pandoram nominat et in coniugium Epimetheo fratri dat. Sed prisci homines miseram vitam degebant quia ferorum animalium vis humanae vitae saepe obstabat Propter pauca et non idonea alimenta saepe cibo carebant vel abstinebant Interdum a diis ignem petebant, sed inperpetuum servare non sciebant. Sed Prometheus magna cum virtute benefica auctor est: nam in ferula ignem in terras deportat hominibusque monstrat, qui cinere obruunt et sic servant. Tunc Iovis ira exardet: Mercurius, deorum nuntius, Iovis praecepto, Prometheum in monte Caucaso ad saxum clavis ferreis deligat et aquilam apponit, quae iecur eius exedit; quantum iecoris die edebat, tantumnocte crescebat. Aquilam post multos annos Hercules interficit Prometheumque liberat. (da Igino)
Prometeo, Figlio di Giapeto, Creò per primo gli uomini di fango. Poi Vulcano, inviato da Giove, creò la donna, nella quale Minerva infuse l'anima, la chiamò Pandora e la diede in sposa al fratello Epimeteo. Ma gli uomini antichi conducevano una vita misera poiché spesso la forza degli animali feroci ostacolava la vita umana per i pochi e non idonei alimenti spesso erano senza cibo o per meglio dire digiunavano. Talvolta chiedevano il fuoco alle divinità, ma non sapevano conservarlo per sempre. Ma Prometeo con grande virtù fu il fautore di benefici: portò infatti nel mondo il fuoco in una canna e lo mostrò agli uomini, che lo coprirono di cenere e così lo conservarono. Allora Giove si arrabbiò (arse di rabbia): Mercurio, il messaggero degli dèi, sotto suggerimento di Giove, legò Prometeo ad una roccia sul monte Caucaso con delle chiavi di ferro e vi collocò un'aquila, che divorava il fegato di costui; quanto di fegato di giorno mangiava, tanto di notte cresceva. Dopo molti anni Ercole uccise l'aquila e liberò Prometeo. (By Maria D.)