In Italiam bellum gerimus in sede ac solo nostro; omnia circa plena civium ac sociorum sunt; armis, viris,... Dubitas ergo quin sedendo superaturi simus eum, qui senescat in dies, non commeatus, non supplementum, non pecuniam habeat?

Noi conduciamo una guerra in Italia, in sede, sul nostro suolo; intorno a noi tutto è pieno di cittadini e di alleati; questi ci aiutano e ci aiuteranno con armi, uomini, cavalli, vettovaglie; ci hanno già dato prova di questa fedeltà durante le avverse fortune; il tempo ci ha resi più prudenti e più coerenti. Annibale al contrario è in terra straniera, ed ostile, tra tutte le cose nemiche e minacciose lontano da casa e dalla patria; non ha pace né in terra né in mare; nessuna città, nessuna terra lo accoglie; in nessun luogo, nessun baluardo, ha nulla di suo; vive alla giornata, di rapine; ha appena la terza parte dell'esercito con cui passò l'Ebro; molti caddero per fame e per ferro, né anche a questi pochi ormai non basta più il vitto. Puoi dunque dubitare che, temporeggiando non supereremo colui che invecchia giorno per giorno e che non ha viveri ne aiuto ne denaro?