Post clade Cannensi consules de bello gerendo et quantum copiarum et ubi quaeque essent ad senatum rettulerent. Duodeviginti legionibus bellum geri placuit: visum est binas legiones consules sibi sumere et binas Galliam Siciliamque ac Sardiniam occupare; duabus Q. Fabium praetorem Apuliae, duabus volonum Ti. Gracchum circa Luceriam praeesse. Utile visum est singulas C. Terentio proconsuli ad Picenum et M. Valerio ad classem circa Brundisium relinqui et duas urbi praesidio esse. Hic ut numerus legionum expleretur, sex novae legiones erant scribendae. Primo quoque tempore eas scribere consules iussi sunt et classem parare, ut cum eis navibus, quae pro Calabriae litoribus in statione essent, centum quinquaginta longarum navium eo anno expleretur. Dilectu habito et centum navibus novis deductis, Q. Fabius comitia habuit: censores creati sunt M. Atilius Regulus et P. Furius Philus.

Dopo la battaglia di Canne i consoli riferirono al senato riguardo alla guerra e di quante e dove fossero le truppe. Sembrò opportuno che la guerra fosse fatta con 18 legioni: sembrò giusto che i consoli prendessero con sé due legioni e che due occupassero la Gallia e la Sicilia e la Sardegna; (sembrò giusto) che Q. Fabio, il pretore di Puglia, fosse a capo di due (legioni); e che T. Gracco fosse a capo di due (legioni) di volontari presso Luceria. Sembrò utile che una fosse lasciata con il proconsole C. Terenzio a Piceno e che una fosse lasciata presso la flotta vicino Brindisi con M. Valerio e che due fossero come difesa della città. A questo punto affinché fosse raggiunto il numero di legioni, dovevano essere arruolate sei nuove legioni. Anche in un primo momento ai consoli fu ordinato di arruolarle e di preparare la flotta, affinché con le navi, che stavano in sosta davanti alle coste della Calabria, entro quell'anno fosse raggiunto il numero di 150 navi da guerra. Completato l'arruolamento, e condotte cento navi nuove, Q. Fabio tenne i comizi: furono istituiti consoli M. Attilio Regolo e P. Furio Filo