ὅλως δὲ πλείστην ἔχειν ἀτοπίαν οἱ περὶ τῶν γυναικῶν νόμοι τῷ Σόλωνι δοκοῦσι. μοιχὸν μὲν γὰρ ἀνελεῖν τῷ λαβόντι δέδωκεν: ἐὰν δ' ἁρπάσῃ τις ἐλευθέραν γυναῖκα καὶ βιάσηται, ζημίαν ἑκατὸν δραχμὰς ἔταξε: κἂν προαγωγεύῃ, δραχμὰς εἴκοσι, πλὴν ὅσαι πεφασμένως πωλοῦνται, λέγων δὴ τὰς ἑταίρας. αὗται γὰρ ἐμφανῶς φοιτῶσι πρὸς τοὺς διδόντας. ἔτι δ' οὔτε θυγατέρας πωλεῖν οὔτ' ἀδελφὰς δίδωσι, πλὴν ἂν μὴ λάβῃ παρθένον ἀνδρὶ συγγεγενημένην.
In generale le leggi relative alle donne emanate da Solone sembrano contenere una cerca quantità di cose strane. Egli concesse il diritto di uccidere l'adultero sorpreso in flagrante. Viceversa comunicò soltanto una multa di 100 dramme a uno che avesse rapito una donna libera e le avesse fatto violenza e di 20 dramme se l'avesse rapita consensualmente non considerando il caso di quante si prostituiscono apertamente, donne che egli chiamò "etere". Queste infatti vanno pubblicamente con gli uomini che le pagano. Proibì ancora di vendere figlie e sorelle a meno che uno non trovasse che si erano unite ad un uomo prima di sposare.