Nessun caso di adulterio per sette secoli
versione greco Plutarco traduzione dal libro
Metaphrazein pagina 62 numero 53
Ταῖς Κίων παρθένοις ἔθος ἦν εἰς ἱερὰ δημόσια συμπορεύεσθαι καὶ διημερεύειν μετ´ ἀλλήλων, οἱ δὲ μνηστῆρες ἐθεῶντο παιζούσας καὶ χορευούσας· ἑσπέρας δὲ πρὸς ἑκάστην ἀνὰ μέρος βαδίζουσαι διηκονοῦντο τοῖς ἀλλήλων γονεῦσι καὶ ἀδελφοῖς ἄχρι τοῦ καὶ τοὺς πόδας ἀπονίζειν. Τῶν δὲ μνηστήρων ἤρων πολλάκις μιᾶς πλείονες οὕτω κόσμιον ἔρωτα καὶ νόμιμον, ὥστε τῆς κόρης ἐγγυηθείσης ἑνὶ τοὺς ἄλλους εὐθὺς πεπαῦσθαι. Κεφάλαιον δὲ τῆς εὐταξίας τῶν γυναικῶν τὸ μήτε μοιχείαν μήτε φθορὰν ἀνέγγυον ἐτῶν ἑπτακοσίων μνημονεύεσθαι παρ´ αὐτοῖς γενομένην.
Avevano in uso le donzelle di Cio di andare insieme al tempio pubblico e di soggiornavi (tutte) insieme, ed i loro amanti le stavano a scherzare e ballare e la sera ciascuna sola andava a casa dell'altra dove serviva i padri, madri e fratelli della compagna fino a lavare loro i piedi. Ben spesso avvenne che d'una sola si nnamorarono molti, ma l'amore era così giusto ed onesto che essendo promessa ad uno, gli altri se ne disinteressarono. Insomma l'onestà di queste donne si può capire da questo, cioè dal fatto che nello spazio di settecento anni non si ha memoria che presso di loro sia accaduto un dulterio od una violazione di donazelle.