Aegyptorum regis. A quo populus et senatus romanus haeredes instituti erant. Quam rem integerrima fide et summa sagacitate administravit. Summa redacta est ex ea haereditate multo maior quam sperari potuit. Fere septem milia talentorum et ingentissimos thesauros in navibus honerariis imposuit ut in italiam deportaret. Ut autem Cato maior, cum quaestor esset, in insulam Cyprum missus est. Ad Colligendam pecuniam Ptolemaei, naufragi pericula vitaret tali consilio usus est: singulis basis in quibus pecunia inclusa erat, alligavit longo funiculo corticem suberis ut, si forte navigium procella vel aliquo casu in corsu submersum esset, cortex supernatans indicaret locum amissae pecuniae. Cum ergo romam redisset integrum thesaurum referens senatus et tota ferme civitas effusa est obviam advenienti, neque erat res triupho ab similis. Gratiae actae sunt catoni a senatu et a plebe eique praetura data est et ius spectandi ludos cum praetexta. Quem honorem ille recusavit, adfirmans inicuum esse sibi decerni honorem, qui nulli alii unquam tributus esset.
Quando era questore, Catone il Censore ( maior= maggiore) fu inviato nell'isola di Cipro a raccogliere il denaro di Tolomeo, re d'Egitto, dal quale il senato e il popolo di Roma erano stati nominati eredi. (Egli) sbrigò quella cosa (quell'incarico) dimostrando ineccepibile onestà e competenza. La somma che si ricavò da quella eredità si rivelò maggiore di quanto si potesse sperare: (Egli) fece imbarcare sulle navi tesoriere, alla volta dell'Italia, pressappoco 7mila talenti e una gran quantità di tesori. Inoltre, per scongiurare i pericoli di un naufragio, (Egli) ricorse al seguente espediente: con una lunga corda, legò ad ogni base in cui era stato riposto il tesoro, la corteccia di sughero, tal che - se per un malaugurato caso la nave fosse affondata, durante il tragitto, a causa di una tempesta o di qualche accidente, la corteccia, salendo a galla, avrebbe indicato il punto in cui il tesoro era affondato. Il giorno in cui (Eagli) tornò Roma, portando il tesoro intatto, il Senato e praticamente l'intera popolazione gli si fece incontro, accogliendolo con un trionfo senza pari. Dal Senato e dal popolo gli furono porti ringraziamenti ufficiali, gli fu conferita la pretura e il diritto di assistere ai giochi con indosso la pretesta. Ma (Egli) declinò tale onore, affermando che non era cosa giusta (era cosa iniqua) fregiarsi di un onore mai tributato ad alcuno.