Mihi memoria dignum firmum videtur responsum quod anus quaedam Syracusana Dionisio dedit. Syracusani omnes dicuntur huius tyranni mortem crudelitatis causa optavisse; multi contra narrant quondam anum cotidie deos oravisse ut eum incolumem servarent. Quod cum ille audivisset, statim ad se anum acressivit. Ut illa ad regis cospectum venit, qua cauas id faceret confiteri iussa est. Et anus: “ Volo –inquit- sincera esse tecum, Dionisi. Cum adhuc puella essem, sempre mortem optabam in nostra urbe regnanti, qui ab omnibus ferox crudelisque putabatur; sed, eo morto, peior tyrannus in regnum successit. Huic quoque tandem mortem precabar. Deinde tu, pessimus omnium aliorum tyrannus, successisti. Ergo cum timerem ne tibi alius peior succederet, deos magis pro tua quam pro mea salute constanter orare mihi visum sum”. Dionisius in anum saevire noluit, quae tam aperte verum ei patefecerat, et eam impunitam dimisit.
Mi sembra degna degna di memoria la risoluta risposta che una vecchia siracusana diede a Dionisio. Si dice che tutti i Siracusani desiderassero la morte di questo tiranno a causa della crudeltà; molti al contrario narrano che ogni giorno una vecchia pregasse gli dei affinché lo conservassero incolume. Avendo quello sentito ciò, fece subito chiamare a se la vecchia. Non appena quella arrivò al cospetto del re, fu invitata ad esporre per quale motivo facesse ciò. E la vecchia disse: ”Voglio essere sincera con te, o Dionisio. Quando ero ancora fanciulla, auguravo sempre la morte a colui che governava nella nostra città, poiché era ritenuto da tutti feroce e crudele; ma morto lui, un tiranno peggiore è succeduto nel regno. Anche per costui desideravo la stessa morte. Inseguito succedetti tu, il peggiore di tutti gli altri tiranni. Perciò siccome temo che un altro peggiore ti succeda, mi è sembrato opportuno pregare gli dei costantemente più per la tua che per la mia salute. Dionisio non volle accanirsi sulla vecchia, che tanto apertamente gli aveva rivelato la verità e la lasciò andare impunita.