Idem, cum salutandi gratia praetextatus ad Sullam venisset et capita proscriptorum in atrium adlata vidisset, atrocitate rei commotus paedagogum suum nomine Sarpedonem interrogavit quapropter nemo inveniretur, qui tam crudelem tyrannum occideret: cumque is non voluntatem hominibus, sed facultatem deesse, quod salus eius magno praesidio militum custodiretur, respondisset, ut ferrum sibi daret obsecravit, adfirmando perfacile se eum interfecturum, quod in lecto illius considere soleret. Paedagogus et animum Catonis agnouit et propositum exhorruit eumque postea ad Sullam excussum semper adduxit. Nihil hoc admirabilius: puer in officina crudelitatis deprehensum victorem non extimuit tum maxime consules, municipia, legiones, equestris ordinis maiorem partem trucidantem. Ipsum Marium illo loci statuisses: celerius aliquid de sua fuga quam de Sullae nece cogitasset.
Lo stesso (Catone), essendosi recato da Silla per salutarlo quando indossava ancora la toga praetexta (= aveva meno di 17 anni) ed avendo visto le teste dei proscritti portate nel (suo) atrio, scosso per l'atrocità del fatto, chiese al suo pedagogo, di nome Sarpedone, per quale motivo non si trovasse nessuno che uccidesse un tiranno così crudele: e poiché quello aveva risposto che agli uomini non mancava la volontà, ma la possibilità (di farlo), perché la vita di Silla era protetta da un grande presidio di soldati, (lo) supplicò di dargli un coltello , assicurando che lo avrebbe ucciso molto facilmente, dal momento che era solito sedere con (lui) sul suo letto. Il pedagogo comprese l'animo di Catone ed ebbe paura del (suo) proposito, ed in seguito lo portò sempre da Silla (dopo averlo) perquisito. Nulla (è) più stupefacente di questo: un ragazzo non ebbe paura di un vincitore còlto nella fabbrica dell'atrocità, che proprio allora massacrava consoli, città, legioni, la maggior parte dei cavalieri . Supponiamo che tu avessi posto Mario in persona in quella situazione : avrebbe pensato piuttosto a fuggire che ad uccidere Silla .