Sulpicii Galli maximum in omni genere litterarum percipiendo studium plurimum rei publicae profuit: nam cum L. Pauli bellum adversum regem Persen gerentis legatus esset, ac serena nocte subito luna defecisset, eoque velut diro quodam monstro perritus exercitus noster manus cum hoste conserendi fiduciam amisisset, de caeli ratione et siderum natura peritissime disputando alacrem eum in aciem misit. itaque inclytae illi Paulianae victoriae liberales artes Galli aditum dederunt, quia, nisi ille metum nostrorum militum vicisset, imperator vincere hostes non potuisset.

L'alto zelo di Sulpigio Gallo nell'approfondire ogni ramo del sapere si rivelò utilissimo alla repubblica; ad esempio, quando era luogotenente di Lucio Paolo che guerreggiava contro il re Perseo, verificatasi a ciel sereno un'eclissi di luna, il nostro esercito, come atterrito da un malauguroso prodigio, aveva perduto la fiducia nella prosecuzione della guerra: ma egli, spiegando ai soldati con estrema perizia le leggi astronomiche, restituì loro l'ardore a combattere. Fu così che la via a quella celebre vittoria di Paolo fu spianata dalla cultura di Gallo: perché, se questi non avesse vinto la paura dei nostri soldati, chi li comandava non avrebbe potuto vincere i nemici.