Φοινιξ μεν ο ορνις ονομα, τα δε γενος Αιθιοψ, μεγεθος κατα ταωνα· τη χροια ταως εν καλλει δευτερος. ... ουτως ιπταται το εργον φερων. (Achille Tazio, Leucippe e Clitofonte)
Fenice è il nome di questo uccello, etiope di nascita, della grandezza quanto un pavone: per il colore il pavone viene secondo in bellezza. Le ali sono un misto di oro e di porpora: vanta il Sole come suo padrone, e il suo capo lo attesta, giacché gli fa da corona un cerchio magnifico, e questa corona costituita dal cerchio è il simbolo del sole. E' di colore cianeo, simile a quello delle rose, bello alla vista, ha una chioma di raggi, ed è questa raggiera di penne simile ai raggi del sole nascente. Questo uccello gli Etiopi l'hanno mentre egli è in vita, e gli Egizii dopo la sua morte: infatti quando egli è morto (e ciò gli avviene in lunghissimo spazio di tempo) il figlio lo porta al Nilo, per fargli con approssimazione la sepoltura. Prende una massa di odoratissima mirra, e di tanta quantità, che per la tomba dell'uccello sia abbastanza, e col rostro la incava nel mezzo, e questa cava è la sepoltura del morto uccello: e avendolo posto e acconcio dentro di quest'urna, e turatala con la terra, così al Nilo se ne vola portando quest'opera.