παρθένος ἦν εὐειδής, ὄνομα Ῥοδῶπις, κυνηγίων ἐρῶσα καὶ θήρας· πόδες ταχεῖς, εὔστοχοι χεῖρες, ζώνη καὶ μίτρα καὶ ἀνεζωσμένος εἰς γόνυ χιτὼν καὶ κατὰ ἄνδρας κουρὰ τριχῶν. ὁρᾷ ταύτην Ἄρτεμις καὶ ἐπῄνει καὶ ἐκάλει καὶ σύνθηρον ἐποιήσατο, καὶ τὰ πλεῖστα κοινὰ ἦν αὐταῖς θηράματα. ἀλλὰ καὶ ὤμοσεν ἀεὶ παραμένειν καὶ τὴν πρὸς ἄνδρας ὁμιλίαν φυγεῖν καὶ τὴν ἐξ Ἀφροδίτης ὕβριν μὴ παθεῖν. ὤμοσεν ἡ Ῥοδῶπις, καὶ ἤκουσεν ἡ Ἀφροδίτη καὶ ὀργίζεται καὶ ἀμύνασθαι θέλει τὴν κόρην τῆς ὑπεροψίας. νεανίσκος ἦν Ἐφέσιος, καλὸς ἐν μειρακίοις ὅσον Ῥοδῶπις ἐν παρθένοις· Εὐθύνικον αὐτὸν ἐκάλουν· ἐθήρα δὲ καὶ αὐτὸς ὡς Ῥοδῶπις, καὶ τὴν Ἀφροδίτην ὁμοίως οὐκ ἤθελεν εἰδέναι. ἐπ' ἀμφοτέρους οὖν ἡ θεὸς ἔρχεται καὶ τὰς θήρας αὐτῶν εἰς ἓν συνάγει· τέως γὰρ ἦσαν κεχωρισμένοι· ἡ δὲ Ἄρτεμις τηνικαῦτα οὐ παρῆν.

C’era una vergine di bell’aspetto, chiamata Rodope, amante delle attività di caccia e della ricerca di prede; veloce nei piedi e abile nel lanciare dardi, portava la cintura e la mitra, la veste succinta fino al ginocchio e i capelli corti alla maniera degli uomini. Come Artemide la vide, la lodò grandemente, la chiamò e la fece compagna di caccia; per lo più le prede erano a loro comuni. Ma le fece giurare che sarebbe rimasta sempre con lei e che avrebbe rifiutato la compagnia degli uomini e che mai avrebbe ceduto all’insolenza di Venere. Rodope giurò, Afrodite ascoltò e si irritò, e decide di vendicarsi della superbia della fanciulla. C’era un giovanetto di Efeso bello tra i giovani come Rodope tra le fanciulle; si chiamava Eutinico. Lui stesso andava a caccia come Rodope, e allo stesso modo aveva deciso di non conoscere Venere. La dea dunque va a cercare entrambi e li conduce a caccia nello stesso luogo; infatti prima non si erano mai conosciuti. Artemide non era presente in quel momento