Greco per il biennio versione greco numero 6
Εις εύδαιμονίαν δει και αρετής τελείας και βίου τελείου. Μυρίαι γαρ μεταβολαι γίνονται και -αντοΐαι τύχαι κατά τον βίον, και ενδέχεται τον μάλιστα δλβιον δεινάϊς συμφοραΐς περιπίπτειν επί γήρως, καθάπερ έν τοις Τρωικόϊς περί Πριάμου μυθεύεταΐ' μετά γάρ τον θάνατον μόνον έκτος έσμεν τών κακών και τών δυστυχημάτων. "Οθεν ό Σόλων Ελεγε άναγκαϊον είναι τό τέλος τοΰ βίου περιμένειν, πριν εύδαιμονίζειν τινά. Περί αίδοϋς λέγομεν ούκ άρετήν εϊναι ουδέ κακίαν, άλλά μάλλον πάθος. Όρίζεται γάρ ή αιδώς φόβος άδοξίας και εστι -αραπλήσιον τω περί τά δεινά φόβω. Τό δε πάθος ού πάση ηλικία αρμόζει, άλλά τ η νεότητι μόνον οίόμεθα γάρ τούς νέους παθητικούς εΐναι και ύπό της αίδοϋς κωλύεσθαι τών αμαρτημάτων τούς δε πρεσβυτέρους ύπό τοϋ λόγου νομίζομεν κωλύεσθαι.
C'è bisogno sia di una perfetta virtù sia di una vita compiuta per (ottenere) la felicità. Infatti, innumerevoli cambiamenti e casi di ogni genere si verificano nel corso della vita ed è possibile che chi gode della massima prosperità precipiti in terribili disgrazie nella vecchiaia come si racconta su Priamo tra i Troiani: infatti, solo dopo la morte siamo liberi dai mali e dalle sventure. Solone affermava perciò che è necessario attendere la fine della vita prima di ritenere uno felice. Parliamo del pudore non come di una virtù né come di un disonore ma piuttosto come una passione. Il pudore è infatti definito come paura di infamia ed è molto vicino alla paura riguardo alle cose terribili. Inoltre, la passione non si adatta ad ogni età ma solo alla giovinezza: riteniamo infatti che i giovani sono sensibili e che vengono distolti dal pudore dagli errori, riteniamo che i più anziani vengono distolti invece dalla ragione