Και μην οι μεν εχοιεν αν ειπειν οτι πολλακις ηττηνται Λακεδαιμονιων, υμεις δε νενικηκατε μεν πολλακις βασιλεα, ηττησθε δ ουδ' απαξ ουτε των δουλων των βασιλεως ... προς τινας, ω ανδρες Αθηναιοι, παραταξομεθα
E gli Argivi potrebbero dire che più volte furono sconfitti dai Lacedemoni, e voi più volte avete vinto il re, e nemmeno una volta foste vinti né dai servi del re né da lui stesso. E se in qualche modo il re ha prevalso sulla città, o avendo corrotto con denaro i più malvagi dei Greci e i loro traditori, o in nessun altro modo ha prevalso. E né ciò gli ha giovato, anzi troverete che egli rese debole la città mediante i Lacedemoni, e corse il pericolo per il regno da parte di Clearco e Ciro. Né dunque ebbe nessuna vittoria, e non gli giovò di tendere insidie. Vedo poi alcuni di voi che non di rado si danno pensiero di Filippo, come uomo di nessun conto, e che temono il re come potente nemico, qualora ad essi sia preferito. Ma se non lo respingiamo, perché spregevole, perché cederemo del tutto alla paura, contro chi ci schiereremo a battaglia, signori Ateniesi?(by Stuurm)