Ψηφισαμένου γὰρ τοῦ δήμου τοῦ Ἀθηναίων Ἀθηναῖον εἶναι Πασίωνα καὶ ἐκγόνους τοὺς ἐκείνου διὰ τὰς εὐεργεσίας τὰς εἰς τὴν πόλιν, ὁμογνώμων καὶ ὁ πατὴρ ἐγένετο ὁ ἐμὸς τῇ τοῦ δήμου δωρεᾷ, καὶ ἔδωκεν Ἀπολλοδώρῳ τῷ υἱεῖ τῷ ἐκείνου θυγατέρα μὲν αὑτοῦ, ἀδελφὴν δὲ ἐμήν, ἐξ ἧς Ἀπολλοδώρῳ οἱ παῖδές εἰσιν. ὄντος δὲ χρηστοῦ τοῦ Ἀπολλοδώρου περί τε τὴν ἀδελφὴν τὴν ἐμὴν καὶ περὶ ἡμᾶς ἅπαντας, καὶ ἡγουμένου τῇ ἀληθείᾳ οἰκείους ὄντας κοινωνεῖν πάντων τῶν ὄντων, ἔλαβον καὶ ἐγὼ γυναῖκα Ἀπολλοδώρου μὲν θυγατέρα, ἀδελφιδῆν δ' ἐμαυτοῦ.
Avendo il popolo degli Ateniesi decretato che Pasione era ateniese e che lo erano i suoi discendenti per i servigi resi alla città, mio padre fu concorde con il dono del popolo e concesse in moglie ad Apollodoro figlio di quello la figlia di lui, dalla quale Apollodoro ha i figli (dativo di possesso). Essendo Apollodoro buono sia con mia sorella sia con tutti noi e credendo sinceramente che coloro che sono parenti prendano parte [lett. a tutte le cose che ci sono] i beni presenti, ho preso anche io moglie la figlia di Apollodoro, mia nipote