Ουδεν καινον διαπτραττονται οι Φασηλιται, ω ανδρες δικασται, αλλ'απερ ειωθασιν. Ουτοι γαρ δεινοτατοι μεν εισιν ... Ουτοι μεν ουν τοιουτοι εισιν
I Faseliti, signori giudici, non compiono nulla di nuovo, ma ciò che hanno l’abitudine di fare. Costoro sono abilissimi a prendere in prestito denaro al mercato, e dopo averlo ricevuto e aver sottoscritto un contratto di garanzia per la nave, subito si scordano sia dei contratti sia delle leggi e del fatto che devono restituire ciò che hanno preso, e pensano che, qualora lo restituiscano, hanno perso qualcosa dei propri beni come se fossero privati, anzi, invece di restituire, escogitano espedienti, eccezioni e pretesti, e sono i più malvagi e ingiusti fra gli uomini. E c’è una prova di questo: quando al vostro mercato giungono molti, sia Greci che barbari, ogni volta ci sono più numerose azioni giudiziarie contro gli stessi Faseliti che contro tutti gli altri. Costoro dunque sono gente di tale natura.
Note grammaticali: πολλων...αφικνουμενων... Ελλήνων = un genitivo assoluto.