Ει γαρ ην απασι προδηλα τα μελλοντα γενησεσθαι και προηδεσαν παντες και συ προυλεγες, ... μαλλον η τον υπερ των καλων κινδυνον ηρημενης;

Poiché insiste molto su ciò che è accaduto, voglio dire anche un paradosso. E di me nessuno rispetterà la superiorità da parte di Zeus e anche degli dei, ma giudicherà con benevolenza ciò che affermo. Se infatti era chiaro a tutti le cose che stavano per accadere e tutti prevedevano anche tu dicevi prima. O Eschine, anche tu facevi opposizione avendo gridato ed urlato, chi non parlerà a voce alta, non così bisognava alla città stare lontano da queste cose se pure aveva fama o di gloria o degli antenati o della posterità. Ora sembra essere sfortunato delle imprese, cosa che è comune a tutti gli uomini quando a dio piaccia questo; allora ritenne degno di porre a capo di tutti gli altri, poi avendo rinunciato ciò a Filippo, se avesse motivo di abbandonare tutti. Se infatti avesse lasciato queste cose senza fatica, per le quali non essendoci alcun pericolo gli antenati non affrontarono, chi non sputò sopra di te? Non infatti sulla città, né su di me.Con quali occhi gran Dio avremmo noi ammirato la folla degli stranieri che si raduna ad Atene, se standoci noi scioperati le cose fossero giunte al termine in cui si trovano? Se Filippo fosse stato eletto Capitano ed arbitro di tutta la Grecia? se altri a prevenire questa sciagura fossero comparsi in campo senza di noi, di noi di cui la patria conviene ripeterlo antepose in ogni tempo una gloria pericolosa ad una bassa ed ignobile sicurezza?