Σῦς ἄγριος καὶ ἵππος ἐν ταὐτῷ ἐνέμοντο. Τοῦ δὲ συὸς παρ᾿ ἕκαστα τὴν πόαν διαφθείροντος καὶ τὸ ὕδωρ θολοῦντος, ὁ ἵππος βουλόμενος αὐτὸν ἀμύνασθαι κυνηγέτην σύμμαχον παρέλαβε. Κἀκείνου εἰπόντος μὴ ἄλλως δύνασθαι αὐτῷ βοηθεῖν, ἐὰν μὴ χαλινόν τε ὑπομείνῃ καὶ αὐτὸν ἐπιβάτην δέξηται, ὁ ἵππος πάντα ὑπέστη. Καὶ ὁ κυνηγέτης ἐποχηθεὶς αὐτῷ καὶ τὸν σῦν κατηγωνίσατο καὶ τὸν ἵππον προσαγαγὼν τῇ φάτνῃ προσέδησεν. Οὕτω πολλοὶ δι᾿ ἀλόγιστον ὀργήν, ἕως τοὺς ἐχθροὺς ἀμύνασθαι θέλουσιν, ἑαυτοὺς ἑτέροις ὑποῤῥίπτουσιν.
Un cinghiale e un cavallo andavano a pascolare nello stesso posto. Ma il cinghiale calpestava l'erba e intorbidava l'acqua al cavallo, il quale, per vendicarsi, ricorse all'aiuto di un cacciatore. Questo gli rispose che non poteva fare nulla per lui, se non si rassegnava a lasciarsi mettere il freno e a prenderlo in groppa; e il cavallo acconsentì a tutte le sue richieste. Allora il cacciatore gli salì in groppa, mise fuori combattimento il cinghiale e poi, condotto con sé il cavallo, lo legò alla greppia. Così molti, mossi da un cieco impulso di collera, per vendicarsi dei propri nemici, si precipitano sotto il giogo altrui