Φυτον εστιν εν τω του γεωργου αγρω, καρπον μη φερει, αλλα μονον στρρουθων εστι καταφυγη. Ο δε γεωργος εκτεμνειν το ακαρπον φυτον βουλεται εκ της αποθηκης το σκεπαργον λαμβανει και προς αγρον βαινει ... τα ορνεα, προθυμα αδειν, εν τω δενδρω μενει.

Nel campo di un contadino c’è una pianta, non porta frutti, ma è solo un rifugio peri passeri. Il contadino vuole tagliare la sterile pianta, prende dal ripostiglio la scure e si avvia verso il campo. Qui assesta un fendente con la scure. Gli uccelli (lo) implorano di non tagliare la pianta: infatti la pianta è un rifugio per gli uccelli e dal rifugio sono soliti rallegrare con canti il contadino. Egli non si cura degli argomenti dei volatili ed assesta un secondo ed un terzo fendente. Quando sotto la scure l’albero si squarcia, all’interno il contadino trova uno sciame di api e del miele. Egli (lo) gusta e lascia cadere in terra l’ascia e si prende cura della pianta: così l’albero viene ritenuto sacro e viene risparmiato dal contadino. Gli uccelli, celebrano (sogg. neutro pl. , verbo al singolare) l’offerta, rimangono nell’albero. (by Geppetto)