L'ASINO CHE INVIDIAVA IL CAVALLO
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE N. 1
L’asino stimava felice un cavallo, poiché era nutrito senza economia e fatto segno a tutte le cure, mentre esso non aveva nemmeno paglia a sufficienza e doveva sopportare tante fatiche. Ma quando l'occasione della guerra sopraggiunse, un soldato in armi balzò sul cavallo, portandolo da una parte e dall’altra, e finalmente lo lanciò nella mischia contro il nemico, dove la bestia cadde colpita a morte. A questa vista l’asino cambiò parere, e compianse il cavallo. La favola mostra che non bisogna invidiare coloro che sono i primi e i ricchi, ma conpiacersi della povertà, pensando all’invidia e ai pericoli da cui essi sono circondati.
TRADUZIONE N. 2 ALTRO LIBRO
Un giorno un cavallo, ricco d'ornamenti, venne incontro a un asino che, stanco e carico com'era, tardò a dargli la via. " Avrei una gran voglia - disse - di fracassarti a calci ". L'asino non rispose: e con un gemito chiamò testimoni gli dei. Passò qualche tempo. Il cavallo durante una corsa, azzoppò e fu mandato a servire in campagna. Appena l'asino lo vide tutto carico di letame: " Ricordi - domandò - che boria e che pompa? Ah? E che n'hai avuto? Eccoti ridotto alla miseria che prima spregiavi ". I felici che disprezzano l'umile, sanno essi quale sarà il proprio domani?