Ελαφος διψη συνεχομενη παρεγιγνετο επι πηγην· πινουσα δε, ως εθεατο την εαυτη σκιαν επι του υδατος ... οι δε πιστοι νομιζομενοι προδοται.
Una cerva tormentata dalla sete giungeva ad una fonte; ma bevendo, quando vedeva la sua stessa ombra sopra l'acqua da un lato era fiera delle corna poiché vedeva la loro varietà di colori e la (loro) grandezza, dall'altro le erano proprio odiose le zampe poiché erano esili. Mentre ancora ella meditava, spuntando un leone la inseguiva: quella si volgeva in fuga e per un po'lo superava; la forza infatti dei cervi è nelle zampe, dei leoni è nel cuore. Finché dunque era nella pianura, questa si salvava. Ma poi quando era in un luogo coperto di selve allora lo incontrava, poiché le sue corna si intrecciavano ai rami e non potendo correre, veniva presa. Mentre era sul punto di essere uccisa diceva a se stessa: "Io sono di certo sventurata, venivo salvata dalle cose che criticavo, sono rovinata dalle cose in cui confidavo intensamente. "Così spesso nei pericoli quelli sospettati fra gli amici sono causa di salvezza, mentre (sono) traditori quelli che si ritengono fedeli.