Θησεὺς δὲ εἰς τὸν τρίτον δασμὸν τῷ Μινωταύρῳ συγκαταλέγεται ὡς δέ τινες λέγουσιν, ἑκὼν ἑαυτὸν ἔδωκεν...Θησέα νομίσας ἀπολλέναι ῥίψας ἑαυτὸν μετήλλαξε. Θησεὺς δὲ παρέλαβε τὴν Ἀθηναίων δυναστείαν

Teseo fu poi estratto a sorte fra i giovani che dovevano far parte del tributo a Minosse (era quella la terza volta): ma alcuni dicono che fu lui a offrirsi spontaneamente. La nave montava vele nere, ed Egeo raccomandò a suo figlio di issare vele bianche nel caso fosse tornato sano e salvo. Quando Teseo giunse a Creta, Arianna, figlia di Minosse, si innamorò di lui, e gli promise che lo avrebbe aiutato, dietro promessa di essere portata ad Atene come sua sposa. Teseo lo giurò, e Arianna costrinse Dedalo a rivelarle l'uscita del labirinto. Ancora per suggerimento di Dedalo, diede a Teseo un filo grazie al quale sarebbe potuto uscire: Teseo lo legò alla porta e, tirandoselo dietro, entrò. Scovato il Minotauro proprio nella parte più interna del labirinto, lo uccise a pugni, poi, riavvolgendo il filo, tornò indietro e uscì. Nella notte arrivò a Nasso, insieme ad Arianna e ai ragazzi salvati. Ma qui Dioniso fu preso d'amore per Arianna e la rapì; la portò a Lemno e si unì a lei. Da loro nacquero Toante, Stafilo, Enopione e Pepareto. Addolorato per la sorte di Arianna, Teseo ripartì, ma si dimenticò di issare le vele bianche. Egeo, dall'alto dell'acropoli, vide da lontano fiottare sulla nave le vele nere e pensò che suo figlio fosse morto: allora si gettò giù e morì. Teseo gli succedette sul trono di Atene, (e uccise tutti i cinquanta figli di Pallante).