Arrivo degli argonauti a Creta
versione greco Apollodoro

πλέοντες δὲ νυκτὸς σφοδρῷ περιπίπτουσι χειμῶνι. Ἀπόλλων δὲ στὰς ἐπὶ τὰς Μελαντίους δειράς, τοξεύσας τῷ βέλει εἰς τὴν θάλασσαν κατήστραψεν. οἱ δὲ πλησίον ἐθεάσαντο νῆσον, τῷ δὲ παρὰ προσδοκίαν ἀναφανῆναι προσορμισθέντες Ἀνάφην ἐκάλεσαν· ἱδρυσάμενοι δὲ βωμὸν Ἀπόλλωνος αἰγλήτου καὶ θυσιάσαντες ἐπ᾽ εὐωχίαν ἐτράπησαν. δοθεῖσαι δ᾽ ὑπὸ Ἀρήτης Μηδείᾳ δώδεκα θεράπαιναι τοὺς ἀριστέας ἔσκωπτον μετὰ παιγνίας· ὅθεν ἔτι καὶ νῦν ἐν τῇ θυσίᾳ σύνηθές ἐστι σκώπτειν ταῖς γυναιξίν. ἐντεῦθεν ἀναχθέντες κωλύονται Κρήτῃ προσίσχειν ὑπὸ Τάλω. τοῦτον οἱ μὲν τοῦ χαλκοῦ γένους εἶναι λέγουσιν, οἱ δὲ ὑπὸ Ἡφαίστου Μίνωι δοθῆναι· ὃς ἦν χαλκοῦς ἀνήρ, οἱ δὲ ταῦρον αὐτὸν λέγουσιν. εἶχε δὲ φλέβα μίαν ἀπὸ αὐχένος κατατείνουσαν ἄχρι σφυρῶν· κατὰ δὲ τὸ τέρμα τῆς φλεβὸς ἧλος διήρειστο χαλκοῦς. οὗτος ὁ Τάλως τρὶς ἑκάστης ἡμέρας τὴν νῆσον περιτροχάζων ἐτήρει· διὸ καὶ τότε τὴν Ἀργὼ προσπλέουσαν θεωρῶν τοῖς λίθοις ἔβαλλεν. ἐξαπατηθεὶς δὲ ὑπὸ Μηδείας ἀπέθανεν, ὡς μὲν ἔνιοι λέγουσι, διὰ φαρμάκων αὐτῷ μανίαν Μηδείας ενεβαλλεν

Navigando dii notte, la nave fu investita da una furiosa tempesta; ma Apollo si pose sugli scogli Melantei, e saettando fulmini sul mare lo illuminò: così videro che vicino c'era un'isola, vi approdarono e la chiamarono Anafe, perché era apparsa all'improvviso contro ogni speranza. Poi innalzarono un altare a Febo Apollo, e imbandirono il banchetto sacrificale. Dodici schiave, che erano state regalate da Arete a Medea, durante il festino scherzarono e canzonarono i loro padroni: per questo anche adesso c'è l'usanza che le donne pronuncino battute scherzose durante il sacrificio. Ripreso il viaggio, gli Argonauti raggiunsero Creta, ma la presenza di Talo gli impedì di entrare in porto. Questo Talo, secondo alcuni, apparteneva ancora alla stirpe di bronzo; ma altri dicono invece che era stato regalato a Minosse da Efesto. Era un uomo tutto di bronzo, anche se c'è chi sostiene che fosse un toro. Aveva un'unica vena, che correva dalla nuca fino alle caviglie, e alla fine di questa vena c'era un chiodo di bronzo che la chiudeva. Talo stava di sentinella, e ogni giorno faceva tre volte il giro dell'isola: avvistata la nave Argo che si avvicinava alla costa, cominciò a bersargliarla con grosse pietre. Ma anche Talo fu raggirato da Medea, e morì. Alcuni dicono che con i suoi farmaci Medea lo fece impazzire