εἰ γὰρ ὡς οὐ τὰ βέλτιστ' ἐμοῦ πολιτευσαμένου τουδὶ καταψηφιεῖσθε, ἡμαρτηκέναι δόξετε, οὐ τῇ τῆς τύχης ἀγνωμοσύνῃ τὰ συμβάντα παθεῖν. ἀλλ' οὐκ ἔστιν, οὐκ ἔστιν ὅπως ἡμάρτετ', ἄνδρες Ἀθηναῖοι, τὸν ὑπὲρ τῆς ἁπάντων ἐλευθερίας καὶ σωτηρίας κίνδυνον ἀράμενοι, μὰ τοὺς Μαραθῶνι προκινδυνεύσαντας τῶν προγόνων, καὶ τοὺς ἐν Πλαταιαῖς παραταξαμένους, καὶ τοὺς ἐν Σαλαμῖνι ναυμαχήσαντας καὶ τοὺς ἐπ' Ἀρτεμισίῳ, καὶ πολλοὺς ἑτέρους τοὺς ἐν τοῖς δημοσίοις μνήμασιν κειμένους ἀγαθοὺς ἄνδρας, οὓς ἅπαντας ὁμοίως ἡ πόλις τῆς αὐτῆς ἀξιώσασα τιμῆς ἔθαψεν, Αἰσχίνη, οὐχὶ τοὺς κατορθώσαντας αὐτῶν οὐδὲ τοὺς κρατήσαντας μόνους. δικαίως· ὃ μὲν γὰρ ἦν ἀνδρῶν ἀγαθῶν ἔργον ἅπασι πέπρακται·
Se infatti voterete contro costui convinti che io non abbia esercitato la politica nel modo migliore, sembrerà che abbiate commesso un errore, non di subire ciò che è accaduto per l'iniquità della sorte. Non è possibile, non è possibile, o Ateniesi, che vi siate sbagliati, essendovi sobbarcati il pericolo per la libertà e la salvezza di tutti, no, per coloro che fra gli antenati affrontarono il pericolo per primi a Maratona, e per quelli si schierarono a Platea, e per quelli che combatterono a Salamina e presso l'Artemisio, e per molti altri uomini valorosi che giacciono nei monumenti pubblici, tutti quelli che la città, considerandoli degni di onore, allo stesso modo fece seppellire, caro Eschine, e non solo quelli che ebbero successo o che riportarono una vittoria. E giustamente; quello che era il dovere di uomini valorosi è stato fatto da tutti;