MUZIO SCEVOLA E PORSENNA
VERSIONE DI GRECO di Dionigi di Alicarnasso

TRADUZIONE dal libro Katà logon - pagina 330 numero 226

INIZIO: Και ο Μουκιος ουτε μεταβολη... FINE: ...και προς την σωτηριαν ανηκον σοι".

E Muzio, senza manifestare né col colorito della pelle né con l'ansia del volto colui che ha paura né provando nessun altro dei sentimenti che amano provare coloro che sono in procinto di morire, gli disse: "Io sono romano, e non di una stirpe di capitati per caso, e avendo voluto liberare la patria dalla guerra, giunsi al vostro accampamento come un disertore, desiderando di ucciderti; non ignorando dunque che a me tocca di morire, sia che abbia avuto successo o che mi sia ingannato nella speranza, preferendo compiacere a colei che ha fatto nascere la mia vita e lasciare una gloria immortale al posto del mio corpo mortale; avendo fallito nella mia speranza, ho ucciso il tuo segretario al posto tuo, cosa di cui non c'era affatto bisogno, indotto in errore dalla porpora, dal seggio e dagli altri simboli del potere. Ora non cerco di evitare la morte, alla quale mi condannai da me stesso, quando fui sul punto di muovermi all'impresa; se mi risparmi torture o altre violenze...