Κίμων ὁ τὴν μὲν οἰκίαν τοῖς πολίταις πρυτανεῖον ἀποδείξας κοινόν, ... χρήσομαι γὰρ αὐτοῖς ὅταν δέωμαι φίλος γενόμενος.
Cimone rese la sua casa una dimora pubblica per i (suoi) concittadini e permise che nella sua terra anche i forestieri si servissero delle primizie dei frutti maturi e di tutti i bei prodotti delle stagioni e che prendessero ogni cosa: in un certo modo riportò nella vita quella comunaza di beni in vigore a quanto si favoleggia, sotto il regno di Crono.Si racconta in proposito che un tale re Resace, un barbaro che si era ribellato al re, si era trasferito ad Atene con una grande quantità di ricchezze. Ma infastidito dei sicofanti ricorse a Cimone e depositò davanti alla sua porta di casa due urne che aveva riempito l'una di darici d'oro l'altra di darici d'argento. Visto questo, Cimone si mise a ridere e domandò all'uomo se preferiva avere Cimone come suo mercenario o come amico. Avendo costui risposto "come amico" aggiunse "Vattene riportando con te questa roba, me ne servirò in caso di bisogno, quando diventerò tuo amico."