Esperia 1 Pagina 139

L’inverno scherniva e biasimava (impf. di ὀνειδίζω) la primavera. Diceva: «Non appena arriva la primavera, ecco che per gli uomini non c’è più riposo: ma egli deve andare per campi e per boschi, raccoglie gigli e rose nei prati: si imbarca e sbarca per mare (letterale: imbarca e sbarca il mare) e va in posti stranieri. Io invece sono padrone assoluto e obbligo gli uomini a passare il giorno in casa». «Proprio per questo» ribatte la primavera «gli uomini si allontanano da te: il mio nome è gradito agli uomini e di tutti i nomi il più gradito: proprio per questo sei trascurato (παρέρχομαι), mentre di me si ricordano, quando arrivo io esultano».