Il regno degli Odrisi versione greco traduzione libro Euloghia
Ἐγένετο δὲ ἡ ἀρχὴ ἡ Ὀδρυσῶν μέγεθος ἐπὶ μὲν θάλασσαν καθήκουσα ἀπὸ Ἀβδήρων πόλεως ἐς τὸν Εὔξεινον πόντον μέχρι Ἴστρου ποταμοῦ· αὕτη περίπλους ἐστὶν ἡ γῆ τὰ ξυντομώτατα, ἢν αἰεὶ κατὰ πρύμναν ἱστῆται τὸ πνεῦμα, νηὶ στρογγύλῃ τεσσάρων ἡμερῶν καὶ ἴσων νυκτῶν· ὁδῷ δὲ τὰ ξυντομώτατα ἐξ Ἀβδήρων ἐς Ἴστρον ἀνὴρ εὔζωνος ἑνδεκαταῖος τελεῖ. τὰ μὲν πρὸς θάλασσαν τοσαύτη ἦν, ἐς ἤπειρον δὲ ἀπὸ Βυζαντίου ἐς Λαιαίους καὶ ἐπὶ τὸν Στρυμόνα (ταύτῃ γὰρ διὰ πλείστου ἀπὸ θαλάσσης ἄνω ἐγίγνετο) ἡμερῶν ἀνδρὶ εὐζώνῳ τριῶν καὶ δέκα ἁνύσαι. φόρος τε ἐκ πάσης τῆς βαρβάρου καὶ τῶν Ἑλληνίδων πόλεων, ὅσον προσῆξαν ἐπὶ Σεύθου, ὃς ὕστερον Σιτάλκου βασιλεύσας πλεῖστον δὴ ἐποίησε, τετρακοσίων ταλάντων ἀργυρίου μάλιστα δύναμις, ἃ χρυσὸς καὶ ἄργυρος ᾔει· καὶ δῶρα οὐκ ἐλάσσω τούτων χρυσοῦ τε καὶ ἀργύρου προσεφέρετο, χωρὶς δὲ ὅσα ὑφαντά τε καὶ λεῖα καὶ ἡ ἄλλη κατασκευή, καὶ οὐ μόνον αὐτῷ, ἀλλὰ καὶ τοῖς παραδυναστεύουσί τε καὶ γενναίοις Ὀδρυσῶν.
>L'estensione in ampiezza del regno degli Odrisi, affacciato sul mare, va dalla città di Abdera al Ponto Eussino, fino alla foce dell'Istro. La navigazione lungo tutto questo tratto di costa e seguendo la rotta più breve comporterebbe per una nave da carico, nell'ipotesi che il vento spiri sempre di poppa, quattro giorni di viaggio e altrettante notti: per le strade di terra, prendendo sempre la via più spiccia, un marciatore agile copre in undici giorni la distanza tra Abdera e il fiume Istro. È questo lo sviluppo della costa: dalla parte del continente, partendo da Bisanzio diretto al paese dei Leei e al fiume Strimone (che costituisce il tratto più lungo dalla costa all'interno) uno che marci spedito impiega tredici giorni. In quanto ai tributi che affluivano da tutto il territorio barbaro e dagli altri centri greci sottomessi al potere degli Odrisi, all'epoca di Seute, che asceso al trono dopo Sitalce li aveva elevati alla cifra più considerevole, ammontavano ad una somma di valore pari a circa quattrocento talenti di argento, e in argento e in oro venivano pagati. Entrata d'equivalente pregio costituiva il complesso dei doni non solo in oro e argento, ma in tessuti ricamati e lisci e in oggetti d'arredamento d'ogni diversa natura, che approdavano alle mani del re, oltre che dei dignitari investiti di qualche carica governativa e dei nobili Odrisi.