Αγις του Αρχιδαμου ερωτωμενος δε τι μαλιστα μαθημα εν Σπαρτη ασκειται "Το γιγνωσκειν" εφη "αρχειν τε και Αρχεσθαι". Ουκ εφη δε τους Λακεδαιμονιους ερωταν ποσοι εισιν οι πολεμοι, αλλα που εισιν... "Θανατου καταφρονων". εφη

Agide figlio di Archidamo interrogato su che cosa si insegna(va) prima di tutto a Sparta diceva "Il sapere, a comandare e ad essere comandati". Diceva che gli Spartani non chiedono quanti sono i nemici ma dove sono. Chiedendogli uno quanti sono gli spartani: "Quanti (sono) sufficienti per respingere i malvagi". Attraversando le mura di Corinto e vedendole grandiose e solide e che si distendevano a lungo disse: "Che donne (sono) quelle che abitano il luogo?" Quando era anziano andava da solo da Filippo. Dicendo quello: "Che (vuol dire) questo? Arrivi solo?" "E infatti (arrivo solo) da uno (solo) ". Chiedendogli uno come possa restare libero rispondeva: "Disprezzando la morte".

Ulteriore proposta di traduzione by Geppetto

Agide figlio di Archidamo interrogato su quale disciplina fosse molto praticata a Sparta «Conoscere» disse «comandare ed essere comandati». Disse che gli Spartani non domandavano quanti sono i nemici, ma dove sono. Avendogli uno chiesto quanti sono gli Spartani, «Tanti quanti gli idonei» disse «a respingere i malvagi». Raggiunte e osservate o le elevate e solide mura le mura di Corinto che si estendevano intorno alla città, «Qualche donna» disse «abita (questo) il posto?». Essendo ambasciatore da solo giunge presso Filippo: gli dice quello: «Cos’è questo? Vieni da solo?» Disse «E infatti proprio uno».
Richiesto di come si restasse felici, «Disprezzando la morte» disse. (by Geppetto)