Eulogos pagina 97 numero 238

Προτερον δε σοι ειπειν βουλομαι ον τροπον ποιυμεθα τους φιλους, ουκ εκ των ποτων, εσπερ υμεις, ουδε ει συνεφηβος τις η γειτων ην .... προς πολλας ευνοιας διαιρεθεισαν.

Traduzione libera

Ma prima voglio dirti in quale modo noi ci facciamo gli amici: non nei conviti, come usate voi, né tra i giovani allevati insieme o vicini di casa, ma quando vediamo un uomo prode e capace di grandi imprese. E dopo che uno è stato scelto per amico, si stringe fra tutti e due un patto con un gran giuramento di vivere insieme e di morire se bisogna, l'uno per l'altro e facciamo così. Questo patto si può fare al massimo in tre e chi avesse più di due amici sarà per noi simile alle donne pubbliche ed adultere perché crediamo che l'amicizia perde la sua forza se è divisa tra molti