Eulogos 2 pagina 35 numero 201
Των οντων τα μεν εστιν εφ'ημιν, τα δε ουκ εφ' ημιν. .... ουδε γαρ βλαβερον τι πειση.
Alcune cose fra quelle che esistono sono in nostro potere altre no. Sono in nostro potere l'opinione, l'impulso, il desiderio, l'avversione, in breve tutte le nostre azioni. Non sono invece in nostro potere il corpo, il patrimonio, la reputazione, le cariche pubbliche e, in una parola, tutte le azioni che non sono nostre. Le cose che sono in nostro potere sono per natura libere, prive di impedimenti e di interferenze, quelle invece al di fuori del nostro potere sono deboli, schiave, piene di ostacoli, estranee. Ricorda dunque che se ritieni le cose schiave per natura come libere e le cose che non ti appartengono come tue proprie, sarai impedito, soffrirai, sarai turbato, ti lamenterai degli dei e degli uomini. Se invece consideri che solo ciò che ti appartiene ti è proprio, e invece estranea come in effetti è, ciò che è estraneo, nessuno ti costringerà mai, nessuno ti ostacolerà, né tu ti lamenterai di nessuno, non accuserai nessuno, non farai nulla controvoglia, nessuno ti nuocerà non avrai nessun nemico, perchè non riceverai alcun danno.