Eulogos pagina 37 numero 202
Κυων προς επαυλεως εκαθευδε Λυκου δε επιτρεχοντος και μελλοντος βρωσεσθαι αυτον, εδειτο μη νυν αυτον καταθυειν· "Νυν μεν γαρ", φησι, κλεπτος ειμι και ισχονος· ...
Un cane si addormentava con facilità. Avvicinandosi un lupo e volendolo divorare, lo pregava di non ucciderlo subito: «Ora dunque - dice - sono magro e debole: se aspetti un pò, i miei padroni stanno per mandarmi a nozze ed io mangiando molto in questa situazione sarò per te assai più grasso e più gradito». Allora il lupo convinto si allontanava: dopo giorni tornava e trovava il cane che dormiva sul terrazzo e stando giù dal basso lo chiamava ricordandogli gli accordi. E il cane: «Ma, lupo, se vedi che ora dormo per casa, non aspettare più le nozze»