Ιασων και Μηδεια της Ιωλκου εκβαλλομενοι ηκον εις Κορινθον, και αταραχως διατελουσιν... δρακοντων πτερωτων αποδιδρασκει εις Αθηνας.
Giasone e Medea, fuggiti da Iolco, andavano a Corinto e tranquillamente vi passano la vita, ma Creonte, tiranno di Corinto, promette (ἐγγυάω) a Giasone la figlia Glauce e vuole mandare Medea in esilio da Corinto. Giasone, che la vuole sposare, ripudia Medea. Ella, dicendo di fare un dono alla ninfa, chiede di rimanere per un giorno. L’indomani manda alla futura sposa il castigo del (suo) successo, un mantello imbevuto di veleni che brucia le carni (σάρξ σαρκός, ἡ) di Glauce, malgrado l’aiuto di Creonte. Medea uccide Mermero e Ferete, i figli avuti (che aveva) da Giasone e con un carro di serpenti alati fugge verso Atene. (by Geppetto)
ALTRA PROPOSTA DI TRADUZIONE
Giasone e Medea usciti da Iolco si recavano a Corinto, e trascorrono la vita tranquillamente, ma Creone il tiranno di Corinto promette in matrimonio la figlia Glauce a Giasone e vuole bandire Medea da Corinto. Giasone essendo sul punto di sposare quella manda via Medea, lei comunicando che farebbe un dono alla ninfa chiede di restare per un solo giorno, l’indomani manda alla donna sposata come compenso della cortesia un peplo imbevuto di veleni che brucia le carni di Glauce assiema a Creonte che soccorreva, Medea uccide i figli che aveva avuto da Giasone Mermero e Fereta, e su un carro di draghi volanti, fugge ad Atene.