LA PACE DEL RE (386 a. C. ) II
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Greco nuova edizione

Inizia : Άρταξέρξης βασιλεύς νομίζει δικαιον τας μεν εν τη Ασια πολεις εαυτου ειναι και των νεσων Κλαζομενας και Κυπρον. .
Finisce : οτι ουκ επεσταλμενα σφισι ταυτ'ειη

TRADUZIONE

Il re Artaserse ritiene giusto che le città d'Asia siano sua proprietà; allo stesso modo delle isole sono esclusivamente sue Cipro e Clazomene; (ritiene giusto che) tutte le città, piccole e grandi della Grecia siano autonome con l'eccezione di Lemno, Imbro e Sciro che, come per il passato, continueranno ad appartenere ad Atene. Quanti non accetteranno queste condizioni saranno miei nemici e io li combatterò, assieme a coloro che avranno sottoscritto questo accordo, con tutte le mie risorse e la mia flotta, sia per terra, sia per mare. Ascoltate queste condizioni, gli ambasciatori rientrarono nelle loro città per riferire. Tutti giurarono di accettarle, mentre i soli Tebani pretendevano di giurare a nome di tutti quanti i Beoti. A questo punto Agesilao dichiarò di non accettare il loro giuramento, se non giuravano, come prescriveva il testo del Gran Re, cioè che ogni città, grande o piccola, fosse autonoma. Gli ambasciatori dei Tebani dichiararono che non avevano ricevuto qste istruzioni.