Ἐνδοξότατοί εἰσι Κλέοβις καὶ Βίτων, οἱ Ἀργεῖοι νεανίσκοι. Ἐπειδὴ γὰρ τῇ μητρὶ αὐτῶν, ἱερείᾳ οὔσῃ τῆς Ηρας, ὁ καιρὸς ἧκε τῆς εἰς τὸν νεὼν ἀναβάσεως, τῶν ἑλκόντων τὴν ἅμαξαν ἡμιόνων οὐ παρόντων καὶ τῆς ὥρας ἐπειγούσης, τούτους φασὶν ὑποδύντας ὑπὸ τὴν ἅμαξαν ἄγειν εἰς τὸ ἱερὸν τὴν μητέρα· τὴν δὲ χαίρουσαν τῇ τῶν υἱῶν εὐσεβείᾳ, εὔχεσθαι τῇ θεᾷ δοῦναι αὐτοῖς τὸ κράτιστον τῶν ἐν ἀνθρώποις· τοὺς δέ, κατακοιμηθήντας ἐν τῷ ἱερῷ, οὐκέτι ἀνιστάναι, τῆς θεᾶς τὸν θάνατον αὐτοῖς τῆς εὐσεβείας ἀμοιβὴν δωρουμένης.

Molto celebri sono i ragazzetti argivi Cleobi e Bitone. Quando per la loro loro madre, poiché c'erano le feste di Era, arrivava il tempo adatto della salita al tempio, poiché non erano (gen ass) a disposizione (οὐ παρόντων) i muli che trascinavano il carro e poiché il tempo incalzava (ἐπείγω part) (gen ass) dicono che questi andando sotto il carro (ὑποδύω) il carro portavano la madre al tempio. [Dicono che] quella (τὴν) gioendo per la venerazione dei figli, pregava la dea di donare loro la cosa più vantaggiosa fra quelle in potere (ἐν) agli uomini; [dicono che] quelli addormentatisi nel tempio, non si alzavano (ἀνίστημι) più poiché la dea faceva loro la morte come dono della [loro] venerazione.
(By Vogue)

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