Ουτος γαρ ευθυς μετα τον του πατρος θανατον ωκει την οικιαν εισελθων κατα την εκεινου διαθηκην...(Contro Afobo, Demostene)
Questo infatti subito dopo la morte del padre abitava nella casa essendovi entrato secondo il testamento di quello, e prende possesso sia dei gioielli della madre sia delle coppe lasciate. E aveva queste cose per un valore di circa 50 mine, inoltre prendeva il valore degli schiavi venduti sia da Terippide sia da Demofonte, finchè completò la dote, 80 mine. E dopo che l'aveva, mentre si accingeva a navigare verso Corcira come capitano della trireme scrisse a Terippide di avere questi beni e ammetteva di avere portato via la dote. E in primo luogo sono testimoni di ciò Demofonte e Terippide, coautori di questo; e inoltre ci sono stati non solo Democare il Leuconeo, quello che ha in moglie mia zia, ma anche molti altri testimoni che egli stesso confessava di avere questi beni.