Sophia numero 25 pagina 23 e libro Synkrisis pagina 204 numero 90

Inizio; Κῦρος μὲν οὖν οὕτως ἐτελεύτησεν, ἀνὴρ ὢν Περσῶν τῶν μετὰ Κῦρον τὸν ἀρχαῖον γενομένων βασιλικώτατός...Fine:  ἐπεὶ δὲ τῇ ἡλικίᾳ ἔπρεπε, καὶ φιλοθηρότατος ἦν καὶ πρὸς τὰ θηρία μέντοι φιλοκινδυνότατο

Così dunque morì Ciro: nessuno, tra i Persiani vissuti dopo Ciro il vecchio, fu più regale e degno del comando, come concordemente ammettono le persone che lo hanno conosciuto di persona. Prima di tutto, fin da bambino, quando veniva educato insieme al fratello e agli altri ragazzi, era considerato il migliore di tutti in tutto. Tutti i figli dei nobili persiani sono educati a palazzo, dove si può apprendere in alto grado la temperanza e non è possibile ascoltare né vedere alcunché di turpe. I bambini vedono e sentono chi gode dei favori del re oppure chi è caduto in disgrazia. E sùbito, fin dall'infanzia, imparano a comandare e a obbedire. Qui Ciro sembrava il ragazzo più riservato, agli anziani prestava orecchio anche più dei compagni meno nobili di lui e poi era profondamente appassionato di equitazione e cavalcava con abilità eccezionale. Anche nelle arti marziali, per esempio nel tiro con l'arco e nel giavellotto, lo giudicavano il più desideroso d'imparare e il più assiduo nella pratica. Raggiunta l’età adatta, dimostrava una passione speciale per la caccia e durante le battute venatorie amava davvero il rischio