L'instaurazione del governo dei cinquemila
versione greco Tucidide traduzione libro synesis sunesis

Ἐπὶ δ' οὖν τοῖς ἠγγελμένοις οἱ Ἀθηναῖοι ναῦς τε εἴκοσιν ὅμως ἐπλήρουν καὶ ἐκκλησίαν ξυνέλεγον, μίαν μὲν εὐθὺς τότε πρῶτον ἐς τὴν Πύκνα καλουμένην, οὗπερ καὶ ἄλλοτε εἰώθεσαν, ἐν ᾗπερ καὶ τοὺς τετρακοσίους καταπαύσαντες τοῖς πεντακισχιλίοις ἐψηφίσαντο τὰ πράγματα παραδοῦναι (εἶναι δὲ αὐτῶν ὁπόσοι καὶ ὅπλα παρέχονται) καὶ μισθὸν μηδένα φέρειν μηδεμιᾷ ἀρχῇ· εἰ δὲ μή, ἐπάρατον ἐποιήσαντο. ἐγίγνοντο δὲ καὶ ἄλλαι ὕστερον πυκναὶ ἐκκλησίαι, ἀφ' ὧν καὶ νομοθέτας καὶ τἆλλα ἐψηφίσαντο ἐς τὴν πολιτείαν. καὶ οὐχ ἥκιστα δὴ τὸν πρῶτον χρόνον ἐπί γε ἐμοῦ Ἀθηναῖοι φαίνονται εὖ πολιτεύσαντες· μετρία γὰρ ἥ τε ἐς τοὺς ὀλίγους καὶ τοὺς πολλοὺς ξύγκρασις ἐγένετο καὶ ἐκ πονήρων τῶν πραγμάτων γενομένων τοῦτο πρῶτον ἀνήνεγκε τὴν πόλιν. ἐψηφίσαντο δὲ καὶ Ἀλκιβιάδην καὶ ἄλλους μετ' αὐτοῦ κατιέναι καὶ παρά τε ἐκεῖνον καὶ παρὰ τὸ ἐν Σάμῳ στρατόπεδον πέμψαντες διεκελεύοντο ἀνθάπτεσθαι τῶν πραγμάτων.

Benché in ginocchio, appena si sparse la notizia gli Ateniesi riuscivano ad allestire venti navi e convocavano con procedura urgente l'adunanza, allora per la prima volta dopo la rivoluzione, nella cosiddetta Pnice, cioè nel luogo che era stato in antico il consueto teatro delle riunioni assembleari. Nel corso di questa seduta destituirono i Quattrocento e decisero di affidare la direzione politica ai Cinquemila (di cui poteva far parte solo chi disponesse dei mezzi per mantenere un'armatura pesante) e di sospendere ogni indennità percepita per un servizio pubblico: si decretò la maledizione ai trasgressori. Dopo questa prima, si infittirono in seguito le assemblee nella Pnice, dalle quali emersero il decreto che istituiva la commissione dei nomoteti ed altri provvedimenti per regolare al meglio il meccanismo della nuova costituzione. In questo periodo iniziale è evidente che gli Ateniesi si avvantaggiarono del regime migliore, almeno fino al mio tempo: si trattò di una temperata fusione di istituti oligarchici e democratici, che costituì il primo fattore di ripresa per una città decaduta in una posizione realmente critica. Si decretò anche il rimpatrio di Alcibiade e dei suoi compagni d'esilio e, mandato un messaggio all'armata di Samo, le si ordinò di tener duro gagliardamente sul fronte della guerra.