I contadini dell'Attica si rifugiano in Atene
per sfuggire all'invasione spartana
VERSIONE DI GRECO di Tucidide
traduzione Libro Taxis

ἐπειδή τε ἀφίκοντο ἐς τὸ ἄστυ, ὀλίγοις μέν τισιν ὑπῆρχον οἰκήσεις καὶ παρὰ φίλων τινὰς ἢ οἰκείων καταφυγή, οἱ δὲ πολλοὶ τά τε ἐρῆμα τῆς πόλεως ᾤκησαν καὶ τὰ ἱερὰ καὶ τὰ ἡρῷα πάντα πλὴν τῆς ἀκροπόλεως καὶ τοῦ Ἐλευσινίου καὶ εἴ τι ἄλλο βεβαίως κλῃστὸν ἦν· τό τε Πελαργικὸν καλούμενον τὸ ὑπὸ τὴν ἀκρόπολιν, ὃ καὶ ἐπάρατόν τε ἦν μὴ οἰκεῖν καί τι καὶ Πυθικοῦ μαντείου ἀκροτελεύτιον τοιόνδε διεκώλυε, λέγον ὡς «τὸ Πελαργικὸν ἀργὸν ἄμεινον, » ὅμως ὑπὸ τῆς παραχρῆμα ἀνάγκης ἐξῳκήθη. καί μοι δοκεῖ τὸ μαντεῖον τοὐναντίον ξυμβῆναι ἢ προσεδέχοντο· οὐ γὰρ διὰ τὴν παράνομον ἐνοίκησιν αἱ ξυμφοραὶ γενέσθαι τῇ πόλει, ἀλλὰ διὰ τὸν πόλεμον ἡ ἀνάγκη τῆς οἰκήσεως, ὃν οὐκ ὀνο μάζον τὸ μαντεῖον προῄδει μὴ ἐπ’ ἀγαθῷ ποτὲ αὐτὸ κατοι κισθησόμενον. κατεσκευάσαντο δὲ καὶ ἐν τοῖς πύργοις τῶν τειχῶν πολλοὶ καὶ ὡς ἕκαστός που ἐδύνατο· οὐ γὰρ ἐχώρησε ξυνελθόντας αὐτοὺς ἡ πόλις, ἀλλ’ ὕστερον δὴ τά τε μακρὰ τείχη ᾤκησαν κατανειμάμενοι καὶ τοῦ Πειραιῶς τὰ πολλά

TRADUZIONE

Quando entrarono in Atene, pochi disponevano di abitazioni o di ricoveri di fortuna, presso amici o famigliari. Il numero più grande trovò una sistemazione nelle aree non edificate della città, nei santuari, nei recinti sacri degli eroi. Tutti furono adibiti a case, tranne i templi dell'acropoli, l'Eleusino e qualche altro, che risultava troppo saldamentesprangato. Anche il cosiddetto Pelargico, alle prime balze dell'acropoli, fu utilizzato per abitarvi, nella strettadell'immediato bisogno. Eppure vietavano di abitarlo una maledizione e il verso conclusivo di un oracolo Pitico chesuonava così: «È meglio che il Pelargico resti inattivo». mia opinione che l'oracolo si sia adempiuto, ma in un sensocontrario a quanto ci si attendeva. Le sciagure presero a tempestare Atene non perché s'infranse la proibizione sacrad'abitar quel luogo, ma la necessità sorta dalla guerra costrinse a quel passo. La guerra, appunto, che il vaticinio nonnominava apertamente, ma che sottintendeva, presagendo che quel luogo non sarebbe mai stato abitato nei tempi felicidell'abbondanza. Molti si stabilirono perfino nelle torri della cerchia muraria, così come ciascuno poté. L'area cittadinanon poteva contenere tutti quelli che continuavano ad affluire. Alla fine si dovettero occupare anche le lunghe mura, distribuite in lotti, e la parte più ampia del Pireo.