Clemenza dei Romani
Versione greco Diodoro Siculo

Ἐν δὲ τοῖς νεωτέροις χρόνοις Ῥωμαῖοι τῆς τῶν ὅλων ἡγεμονίας ὀρεχθέντες συνεστήσαντο μὲν αὐτὴν διὰ τῆς τῶν ὅπλων ἀνδρείας, πρὸς αὔξησιν δὲ μεγίστην ἤγαγον ἐπιεικέστατα χρώμενοι τοῖς καταπολεμηθεῖσιν. Τοσοῦτον γὰρ ἀπέσχον τῆς κατὰ τῶν ὑποπεπτωκότων ὠμότητος καὶ τιμωρίας ὥστε δοκεῖν μὴ ὡς πολεμίοις ἀλλ' ὡς εὐεργέταις καὶ φίλοις προσφέρεσθαι. Οἱ μὲν γὰρ κρατηθέντες προσεδόκων τῆς ἐσχάτης τεύξεσθαι τιμωρίας ὡς πολέμιοι γεγονότες, οἱ δὲ κρατοῦντες ὑπερβολὴν ἐπιεικείας ἑτέροις οὐ κατέλειπον.

Negli ultimi tempi i Romani desiderosi dell'egemonia del mondo la conseguirono, in vero con la loro militare virtù e con la clemenza che usarono ai vinti, alle cose loro diedero amplissimo incremento. Ed essi erano tanto estranei da ogni sevizie, e dal supplizio dei vinti, che parvero trattarli non come nemici, ma come amici, e gente benemerita, infatti mentre i vinti si aspettavano dai vincitori ogni estrema rovina, essi vincitori con incredibile umanità temperavano la loro medesima vittoria, a chi concedendo i diritti di città, a chi la libertà, non facendo sentire a nessuno l'acerbità della vittoria più di quello che convenga.