Inizio: Εχοντεϛ χωραν μεν ωϛ προϛ το πληθοϛ Fine: ουδειϛ αν ιασασθαι δυναιτο (Versione tratta da Isocrate)
Pur avendo infatti una terra più piccola messa a confronto (ὡς πρὸς ) con il numero dei cittadini ma un potere grandissimo, ugualmente nessuna di queste cose ci incitò (ἐπῆρε, ἐπαίρω aor ind act 3a sing) a commettere torti (ἐξαμαρτάνω inf aor) nei confronti di coloro che possedevano l'isola. Dopo che noi siamo apparsi tali (genitivo assoluto) quelli hanno il coraggio di biasimare quelli che distrussero (διαλῡμαίνομαι) la loro patria e che non lasciarono (la possibilità di) superamento a coloro che vogliono diventare malvagi. Infatti quale ingiustizia li evitava? Che cosa non (aoristo διεξέρχομαι) fecero tra le cose disonorevoli o fra le cose terribili? Da chi non andarono? O chi era così distante dai fatti politici che non fu costretto ad essere vicino alle sciagure verso le quali queste tanto grandi figure ci portarono? Esilii, lotte civili, trasgressione di leggi e di costituzioni, e ancora otraggi di fanciulli disonore di donne, furti di beni, chi sarebbe in grado di raccontarli? Io posso dire riguardo a questi solo che: le cose terribili si sarebbero potute da noi facilmente risolvere con un solo decreto ma le uccisioni e le illegalità generate da costoro nessuno potrebbe perdonarle (ἰά̱σασθαι, ἰάομαι aor inf mp).
(By Vogue)