Teseo e Piritoo complici di rapimenti
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Triakonta
TRADUZIONE n. 1
E Teseo dapprima, detto figliuolo d’Egeo, ma in verità da Nettun generato ], vedendola non ancora d’età fiorita, ma superiore ad ogn’altra nel volto, tanto dalla bellezza di lei si lasciò vincere, come a vincer altri assuefatto, che, avendo amplissima Patria, e sicurissimo regno, non pensò col possedimento di sì rari beni, che fosse giustoi vivere, senza vivere con lei. Quindi non potendo senza volontà di quelli, a cui era soggetta, arrivare a possederla, come se aspettassero lui e l’età della Figlia, e la risposta da Delfo; niente curandosi Teseo del regno di Tindaro, e disprezzando la forza di Castore, e di Polluce, e di tutti i gravi pericoli, che pur da Sparta gli potevan venire, nessun conto facendo, per forza rapitala, ad Afidne d’Attica la condusse, e tanto si mostrò grato a Piritoo partecipe del rapimento, che volendo egli sposare la figliuola di Giove, e di Cerere, chiama Teseo in compagnia per discendere all’inferno.
traduzione n. 2
Per prima cosa Teseo, quello che è ritenuto figlio di Egeo, quando invece è stato generato da Poseidone, sapendo che Elena non era ancora nel fiore degli anni, ma che già si differenziava dalle altre, venne sconfitto tanto dalla sua bellezza, lui che era abituato a comandare gli altri, che, pur (essendo essendo a lui) avendo lui una grande patria e un sicurissimo regno, non ritenendo degno il vivere senza l'unione con lei, non considerando il potere di Timidoro e disprezzando la forza di Castore e Poluce e non curandosi di tutte le tragedie accadute a Sparta, presala con la forza, corse ad Afidina d' Attica; avendo Piritoo tanta gentilezza nel rapimento, volendo che si sposasse con Core, figlio di Zeus e Demetra, discendente di Edo, lo punì.